Il CLIL e la tecnologia, un matrimonio indissolubile


Coniugare l’esigenza di insegnare nell’ottica dell’integrazione implica un diverso modo di somministrare l’insegnamento, che è l’assunto concettualmente racchiuso nello stesso acronimo CLIL. Il CLIL rappresenta l’approccio basato per antonomasia sulla comprensione e la comunicazione passando per l’uso di strumenti multimediali. L’appetito multimediale deriva dalla carica interattiva rappresentata dal PC che, nell’immediatezza del suo sistema di funzionamento, simultaneamente aggiorna, offre spunti e condisce il tutto con colori, suoni e strumenti a portata di un click.

Insomma, ci troviamo di fronte ad un contesto ludico ben distante dagli obsoleti metodi tradizionali, che richiedono una consultazione paziente a cui non sappiamo più ricorrere.

Una recente ricerca condotta nel contesto scolastico inglese, ha dimostrato la notevole predisposizione dei giovani rispetto all’uso degli strumenti informatici, capaci persino di stimolare positivamente l’approccio allo studio da parte di studenti “meno bravi”.

“ICT is motivating”, particolarmente per i maschi, recita l’articolo in questione; questi ultimi, adusi all’utilizzo casalingo del PC, trarrebbero senz’altro un vantaggio non indifferente dal reimpiego del PC in aula, proprio per l’ intrinseca interattività dello stesso strumento informatico.

Il modo in cui il CLIL può coniugarsi con questa teoria è evidente, poiché l’adattamento del materiale didattico sarebbe agevolato dal confezionamento di materiali interattivi da parte del docente che vuole divertire gli alunni, per creare l’ambiente adatto che coniughi sapientemente il coinvolgimento ludico alla terna gestaltica che genera acquisizione.

Immaginiamo, ad esempio, come l’attrazione per la lezione di chimica in lingua inglese potrebbe essere scatenata dalla proiezione di un documento audiovisivo, in un’apparente componente ludica, quale sarebbe la proiezione di una sequenza pregnante del film “Einstein”. Non sarà difficile figurarci la motivazione che questo produrrebbe al momento di completare, rigorosamente al PC e divisi per gruppi di lavoro composti da almeno quattro studenti, le “tabelle degli elementi” preventivamente generate in Access dall’insegnante di chimica, coadiuvato dal collega di lingua per la versione inglese da commentare oralmente in una presentazione creata in formato Powerpoint. Tornando al momento trifasico gestaltico, non potremmo non riconoscere le tre fasi della globalità, analisi e sintesi, rispettate a pieno in seno a questa procedura.

Vogliamo vedere cosa avverrebbe in un’altra combinazione di un altro settore tecnico d’insegnamento, quale potrebbe essere l’ambito della ristorazione? Ottimo, perché l’ambiente CLIL generato in quest’ottica trae un netto vantaggio dalla proiezione di una sequenza filmica, come nel caso di “Ratatouille” -in lingua originale-, per poi passare al task che consiste nel lavoro di gruppo della redazione di copioni in francese da recitare o proiettare alla” giuria tecnica” composta dai compagni, sotto forma di un role-playing.

Non sfugge alla nostra riflessione quanto un’attività di questo tipo troverebbe nel CLIL e nello strumento multimediale dei perfetti alleati, fondamentali per la comunione d’intenti ludico-didattici le cui potenzialità non conoscerebbero i limiti di una lezione frontale impostata alla vecchia maniera, senza considerare l’approccio rispettoso delle diverse intelligenze e delle diverse abilità.

In tutto questo, l’insegnante assumerebbe il ruolo di coadiuvatore facilitatore, ampliando esponenzialmente il campo d’azione degli alunni che vivrebbero, senza dubbio, con estremo entusiasmo le nostre ore d’insegnamento CLIL.